19/02/2012

roba da paleolitico: così va il Molise...

Ritorsioni: Accuse alla mala politica in tv: lo Stato punisce il "pasionario" del Paleolitico
«Hanno cambiato le chiavi della serratura, non posso più entrare nel museo». Emilio Izzo, funzionario della Soprintendenza dei Beni Culturali di Isernia, denuncia la ritorsione avvenuta dopo il suo intervento a Presa Diretta su Rai Tre sullo stato di degrado dell’opera dedicata ai ritrovamenti dell’homo Aeserniensis. «Non hanno avuto nemmeno il coraggio di chiamarmi. E’ inaudito».

di Enzo Luongo, da primonumero

Davanti alle telecamere di ‘Presa diretta’, domenica scorsa su Rai Tre, aveva denunciato lo stato di abbandono del museo del Paleolitico di Isernia. Emilio Izzo, funzionario dell’amministrazione dei Beni Culturali, aveva mostrato l’eccezionale area archeologica dell’homo Aeserniensis, unica al mondo, quello che potrebbe essere un vero e proprio gioiello per il Molise e che invece è oggi un luogo chiuso e in preda al degrado. Ora, all’indomani del servizio televisivo (che era dedicato al caso dell’auditorium di Isernia) i vertici della Soprintendenza hanno deciso che Emilio Izzo in quel luogo non può più entrare, le sue chiavi non servono più. Ed è un po’ come lasciare il musicista senza il pianoforte.

E’ lui stesso a raccontare l’incredibile vicenda. «Dopo la messa in onda della mia intervista – si sfoga – hanno sostituito le chiavi della porta. Per me è come se si trattasse di una interruzione di pubblico servizio: il museo era chiuso, ma io avevo le chiavi perché ho un ordine di servizio in qualità di responsabile della logistica di quel posto». Una scelta, quella di bloccare l’accesso al sito, che nessuno ha comunicato al diretto interessato. «Certo – conferma - nessuno mi ha detto niente, l’ho saputo perché sono andato lì e ho visto che le mie chiavi non aprivano più. Il mio ufficio non ha avuto nemmeno il coraggio di chiamarmi, neanche per dirmi: venga qui perché deve essere punito. Ora mi aspetto di tutto, potrebbe non finire qui, ma tanto i guai li ho messi in conto già da tempo».

Il funzionario del Ministero dei Beni Culturali quindi ripercorre le ultime tappe di questa vicenda: «Da quando si è chiusa la mostra sul paleolitico, a Santa Maria delle Monache, di fatto il Paleolitico non si poteva più visitare da nessuna parte. A me le chiavi erano state consegnate dal direttore in persona, le avevo solo io, e lui mi aveva detto che dovevo controllare come andavano le cose. Ovviamente io l’ho fatto a modo mio, io ho denunciato le cose che non andavano». E qui cominciano i guai: «Le mie denunce a questa amministrazione sono andate bene solo quando ho parlato degli altri e non dell’amministrazione stessa. Ho fatto entrare ‘Presa diretta’, ma mica solo loro: lì dentro ho fatto conferenze stampa e ho fatto entrare anche tanti altri, solo che nessuno ha detto niente, nemmeno i vertici.
 
Ora che però si sono messe in evidenza anche delle pecche dell’amministrazione, come il fatto che, ad esempio, ci sono i topi, o che l’acqua entra dentro, si sono risentiti».

Izzo infine ricorda il ruolo che ha svolto nell’ultimo anno e mezzo: «Sulla carta ero l’unico che aveva le chiavi, però il museo era chiuso; quindi io ho accompagnato migliaia di visitatori. Di sabato, di domenica, a Natale e a Pasqua, praticamente sempre. A tutti quelli che mi chiamavano al telefono non ho mai detto ‘no’, facendo mancare anche la mia presenza alla mia famiglia». Inevitabilmente ora il funzionario (che annuncia per sabato 18 febbraio una conferenza stampa alla quale sarà presente anche Domenico Iannacone, il giornalista autore dell’inchiesta per ‘Presa diretta’) non potrà più accompagnare nessuno: «Ho una serie di scolaresche che devono venire, e proprio per martedì prossimo deve arrivare un gruppo di archeologi che viene da fuori e che ha appuntamento con me, ma io non li potrò portare. Questo è inaudito. Queste cose non possono accadere». E invece accadono e così Izzo, un pasionario dell’arte e della storia, anziché essere ringraziato dalle istituzioni, finisce per essere anche ostacolato e addirittura punito.

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