11/05/2012
locandina festa oasi
in allegato la locandina (in pdf e jpg).
Il dettaglio della giornata del 20 maggio è da stasera in home page del sito dell'oasi:
http://www.oasiguardiaregiacampochiaro.it/
Ciao a tutti.
Nicola M.
locandina festa oasi Guardiaregia.pdf
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08/05/2012
viva la lontra
WWF: “LA LONTRA ‘STAR’ DELLE TELECAMERE A INFRAROSSI IN ABRUZZO”
Eccezionali riprese video della rarissima Lontra, timida “regina dei fiumi”,divulgate dal WWF e dalle Università del Molise e di Roma 3
PER LA STAMPA IL VIDEO E’ SCARICABILE QUI: http://upload.wwf.it/GiornataOasi/file/
Video on line su wwf.it
Con indagini genetiche e fototrappole accertata la presenza di almeno 6 lontre sul Fiume Sangro, dalla sorgente alla foce, e sul suo affluente, il fiume Aventino, minacciato dalle captazioni.
Una buona notizia nel mese delle Oasi WWF, dedicato alla tutela delle coste, foci dei fiumi comprese. Ora lavorare per ricostruire la rete ecologica per la specie, dalle oasi montane fino al mare.
Un eccezionale video con protagonista la rarissima Lontra raccolto con una “foto-trappola” a infrarossi, sul fiume Aventino, affluente del Sangro in Abruzzo, è stato presentato oggi in conferenza stampa dal WWF e dalle ricercatrici delle Università del Molise e di Roma 3, impegnate in uno studio sulla presenza di questa specie nel bacino del Sangro-Aventino. La ricerca è partita nel 2010 dopo che un precedente
studio del 2007, finanziato dall'Oasi del WWF delle Cascate del Rio Verde, posta proprio lungo il Sangro, aveva permesso di accertare il ritorno nell’area di questa rarissima specie-simbolo dei fiumi, fino a quell’anno ritenuta estinta in Abruzzo e di cui restano in Italia appena 320-350 esemplari difficilissimi da osservare.
Oggi le indagini genetiche sul DNA estratto dagli escrementi (inaspettatamente profumati), e l’utilizzo della tecnologia delle video-camere nascoste a infrarossi, hanno permesso di accertare la presenza di almeno 6 lontre nel bacino Sangro-Aventino, che risulta frequentato dalla specie dall’area a valle della diga di Barrea nel Parco nazionale d’Abruzzo fin quasi alla foce del Sangro, passando per le due Oasi del WWF delle Cascate del Rio Verde e di Serranella (entrambe in provincia di Chieti). Un’ottima notizia, che arriva proprio nel mese delle Oasi WWF, quest’anno dedicato alla tutela delle coste, foci dei fiumi comprese, e che il 20 maggio aprirà gratuitamente al pubblico le oltre 100 aree naturali protette dall’Associazione in tutta Italia, tra cui - in Abruzzo, Campania e Basilicata – anche le Oasi in cui la lontra trova un rifugio sicuro. E' un motivo in più per rafforzare la richiesta di tutela di questo bellissimo animale, che deve garantire la sua rete ecologica dalle oasi montane fino al mare.
Ecco le voci delle ricercatrici che hanno fatto l’eccezionale scoperta e del WWF che partecipa al progetto di tutela:
Dichiara Laura Lerone, dottoranda dell'Università Roma 3 e autrice del video “La mia ricerca consiste nel monitorare costantemente alcuni punti di campionamento posti lungo il fiume. La Lontra marca tipicamente il proprio territorio lasciando i propri escrementi sui massi più grandi o su quelli in posizione preminente, anche presso elementi artificiali che possono fungere da punto di riferimento come i ponti. Gli escrementi, detti spraint, sono, a dispetto del pensiero comune, profumati e presentano un odore estremamente particolare e caratteristico. Questi non solo rappresentano segnali utilissimi per accertare la presenza della specie ma possono essere usati per realizzare stime di popolazione visto che le moderne tecniche di analisi genetica consentono di estrarre DNA che può essere analizzato fino a riconoscere il profilo genetico di ogni singolo individuo. Su circa 250 campioni analizzati presso l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca dell'Ambiente il 35% ha permesso di ottenere DNA sufficiente per identificare l'individuo: possiamo così dire con certezza che nel bacino del Sangro-Aventino vi sono attualmente almeno 6 individui. Uno di questi, un maschio, si è spostato di almeno 10 km lungo l'asta fluviale in una sola notte. Possiamo dirlo perché abbiamo trovato la sua traccia genetica negli escrementi lasciati nella stessa notte in due punti diversi del fiume. Il bacino del Sangro-Aventino è risultato frequentato dalla Lontra dai piedi della Diga di Barrea nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise fin quasi alla foce, passando per le due Oasi del WWF delle Cascate del Rio Verde e dell'Oasi di Serranella. Anche l'affluente Aventino vede la presenza della Lontra come mostrato dal video registrato proprio lungo questo affluente .”
Dichiara Anna Loy, docente di zoologia all'Università del Molise “La Lontra è presente in Italia con circa 320-350 esemplari con una popolazione ristretta in due nuclei, quello dei bacini fluviali abruzzesi e molisani con circa 60 individui e quello dei bacini di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria con circa 260 individui. E' una specie particolarmente protetta a livello europeo ed è una tipica specie
ombrello e bandiera. Ombrello perché se tuteliamo la Lontra conserviamo anche le altre specie che vivono nei corsi d'acqua. Bandiera perché è il simbolo più accattivante dei nostri fiumi rendendo possibile l'avvio di campagne di sensibilizzazione della popolazione alla difesa dell'ambiente. Dopo il ritrovamento che abbiamo fatto nel 2007 il Fiume Sangro è stato subito inserito nell'Action Plan nazionale del Ministero dell'Ambiente su questa specie, essendo un'area strategica rappresentando il limite di distribuzione settentrionale della Lontra lungo la costa adriatica. Inoltre è un bacino importante con affluenti ricchi di acque, come il Fiume Aventino che possono consentire l'insediamento di diversi territori. Ogni Lontra ha bisogno di vasti tratti fluviali, spesso di decine di chilometri, ricchi di prede come anfibi e pesci, visto che si nutre esclusivamente di animali acquatici.
L'aspetto fondamentale per garantire la possibilità di riprodursi è la presenza della vegetazione ripariale, visto che la Lontra come tana utilizza cavità lungo le sponde formate da grandi alberi. Ad esempio, i tratti di sponda artificiali e quelli in cui vi sia una forte escursione nel livello delle acque, come avviene nei bacini artificiali, anche se pescosi, rendono impossibile la riproduzione.”
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF “Questa ricerca testimonia l'importanza delle Oasi del WWF e delle altre aree protette diffuse sul territorio italiano, istituzioni che tutelano l'ambiente e che sono promotrici di conoscenza del territorio e della sua biodiversità. L'ambiente cambia ed è necessario attuare programmi di monitoraggio costanti visto che fino al 2007, anno della ricerca promossa dall'Oasi WWF Cascate del Rio Verde di Borrello (CH), la Lontra si riteneva estinta in Abruzzo. Questa informazione è di fondamentale importanza per la corretta gestione del territorio, visto che proprio il fiume Aventino, dove è stato girato il video, è a rischio di una captazione a scopi idroelettrici che lo ridurrebbe ad un rigagnolo per chilometri. Il WWF in extremis, con una segnalazione al Ministero dell'Ambiente, ha bloccato l'opera che aveva ricevuto inopinatamente tutte le autorizzazioni. Questo video e i segni di presenza riscontrati in diversi punti di questo corso d'acqua, sia a monte che a valle del lago di Casoli, confermano tutti i dubbi che avevamo. Dopo tante alterazioni che questi fiumi hanno subito finora bisogna garantire la possibilità di espansione in Italia di questa
specie conservando i pochi tratti di fiume integri e garantendo la rinaturalizzazione delle sponde. Il Fiume Sangro, anche grazie alle due oasi del WWF – la già ricordata e spettacolare Cascata del Rio Verde, la più alta dell'Appennino, e l'oasi di Serranella che compie quest'anno 25 anni di vita – è potenzialmente idoneo per questa specie fino alla foce che è tutelata dalla Riserva Naturale della Lecceta di Torino di Sangro. E', quindi, uno dei pochissimi casi nella fascia adriatica dove un fiume può ancora mantenere una certa naturalità dalle montagne fino alla foce, nonostante gli attacchi subiti, come la costruzione di una darsena a poca distanza dalla foce su cui peraltro vi è stata la condanna dell'Unione Europea su denuncia del WWF. A scala nazionale per la Lontra è fondamentale applicare il Piano d'Azione nazionale ripristinando gli ambienti in grado di sostenere popolazioni vitali, come esempio il ripristino degli ambienti allagati alla foce del fiume Sinni nell’oasi di Policoro, in Basilicata, e fermando interventi infrastrutturali e di eccessiva captazione delle acque che pone a rischio quegli assi fluviali e quegli ecosistemi fluviali prioritari per la specie. L'azione del WWF e in particolare la giornata delle Oasi 2012 del prossimo 20 maggio in cui si chiede agli italiani di contribuire alla tutela di tre preziose oasi costiere, è volta proprio a dimostrare che si deve ricomporre un paesaggio frammentato, a partire dalle aree costiere che sono tra le più danneggiate dall'azione dell'uomo”.
Non a caso proprio le foci dei fiumi sono tra le tre tipologie di zone costiere, più fragili e preziose, scelte come simbolo della nuova campagna WWF “Un mare di Oasi per te” avviata in vista della Festa delle
Oasi il 20 maggio, dedicata alla tutela delle coste, “profilo fragile dell’Italia”, che quest’anno vuole coinvolgere gli italiani per proteggere tre preziose aree costiere in Sardegna, Puglia e nel Delta
veneto del Po. Tutti possono contribuire inviando un sms di 2 euro al 45503 o presso agenzie e sportelli automatici UniCredit in tutta Italia*
(dettagli in coda e su www.wwf.it)
E il 20 maggio, insieme alle oltre 100 oasi su tutto il territorio nazionale, sarà possibile visitare anche le Oasi WWF dove la lontra è presente e tutelata: in Abruzzo l’Oasi Cascate del Rio Verde (Borrello, CH), l’Oasi del Lago di Serranella (comuni di Casoli, S.
Eusanio del Sangro e Altino, CH) e l’Oasi Lago di Penne, dove è presente il Centro Lontra per la riproduzione della specie in cattività; in Campania l’Oasi di Serre Persano (SA) e l’Oasi di Conza (AV); in
BASILICATA: l’Oasi di Policoro (MT), Oasi di San Giuliano (MT)
_________________________________________________
Sara Bragonzi
WWF Italia ufficio stampa - content & community manager
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26/04/2012
A ripulire lo scarafone
GIORNATA ECOLOGICA
SABATO 12 MAGGIO ORE 15.00
WWF e FARE VERDE promuovono una giornata ecologica di volontariato per restituire decoro al percorso pedonale che
unisce i quartieri Vazzieri e San Giovanni lungo il torrente Scarafone a Campobasso.
Armati di guanti, sacchi e buona volontà, ripuliremo il tragitto, chiedendo all’amministrazione comunale maggiore cura delle aree verdi in città..
Cittadini, comitati di quartiere ed associazioni sono invitati a partecipare per condividere un pomeriggio di impegno e passione civica per la nostra città.
Ogni Scarafone…
Appuntamento alle ore 15.00
via Toscana, angolo via Pirandello
VI ASPETTIAMO !!!
Per informazioni ed adesioni:
329.43.43.334 / 339.80.80.329
www.fareverdecampobasso.blogspot.com
www.wwf.it
__________________________________________
allegato: Locandina Scarafone.pdf
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il WWF alle Tremiti
- ISOLE TREMITI –
WWF: “REGIONE E PARCO PREVEDANO INEDIFICABILITA’ AREE”
Speculazione mascherata come housing sociale. Dopo le elezioni amministrative dell’8 maggio, il nuovo sindaco trovi nuovi modi per ripianare il bilancio comunale e valorizzare bellezze delle Isole
La speculazione in numeri: 4,5 mln euro come ricavato della vendita; 10mila mq per una cubatura complessiva di 35mila m³ e circa 125 alloggi da 80 mq, a 150mila euro l’uno, per appena 486 abitanti
Tesoro naturalistico: fino agli anni ’70 abitata dalla foca monaca, oggi ospita piccoli albatros, e altri uccelli come berta maggiore e berta minore
Dopo l’asta deserta per la vendita dei terreni pubblici edificabili alle Isole Tremiti, il WWF chiede alla Regione Puglia e al Parco Nazionale del Gargano di mettere un punto fermo alla questione prevedendo l’inedificabilità di queste aree nel redigendo Piano Regionale Paesaggistico e nel Piano del Parco. Infatti, pur essendo vero che sia il Parco che la Regione Puglia avevano dato per motivi sociali parere favorevole alla variante urbanistica che avrebbe consentito la realizzazione di case popolari nel comune delle Isole Tremiti, la vicenda dell’asta dimostra inequivocabilmente come la questione si presti ad incontrollabili meccanismi speculativi. A dirlo sono i numeri.
Il Comune infatti ha dichiarato di voler ottenere dalla vendita di queste aree un introito di 4,5 milioni di euro. Gli acquirenti dovranno rientrare di questo costo nel momento in cui, realizzate le case popolari, queste dovranno essere cedute agli aventi diritto. Per rientrare del costo dei suoli di 4,5 milioni sarà necessario prevedere la realizzazione di non meno di 10mila mq pari a circa 125 appartamenti di 80mq, ciascuno da porre in vendita a circa 150mila euro l’uno. Infatti solo realizzando una cubatura complessiva di circa 35mila metri cubi si raggiunge il punto di equilibrio tra i costi del suolo, di realizzazione degli immobili e il guadagno dell’impresa. La questione però è di altra natura: che se ne fanno le Isole Tremiti di 125 alloggi popolari quando gli abitanti censiti sulle isole sono complessivamente 486?
E’ chiaro dunque che l’edificazione, mascherata come housing sociale, nasconde altri appetiti ed interessi e solo la luce dei riflettori che si è accesa sulla vicenda ha bloccato l’ennesimo scempio italiano.
Dato che il commissario del comune delle Isole Tremiti scadrà con le elezioni amministrative del prossimo 8 maggio, il WWF auspica che il nuovo sindaco saprà farsi promotore di altri modi per valorizzare le bellezze delle Tremiti e ripianare i bilanci comunali.
UN TESORO NATURALISTICO: LE SPECIE E IL TURISMO RESPONSABILE. Il WWF ricorda che le Isole Tremiti (5 isole, di cui 3 disabitate, più qualche scoglio al largo della costa del Gargano) sono uno dei tesori naturalistici che mantengono ancora un aspetto selvaggio, in parte dovuto alla scarsità di spiagge che l’hanno sottratte al turismo intensivo, raggiunte d’estate da un turismo da diporto e da un moderato turismo residenziale. Tra le specie più importanti presenti nelle isole, ci sono la Berta maggiore e la Berta minore, uccelli marini, dei piccoli albatros che si riproducono nelle cavità delle isole rocciose. A loro è legato la leggenda dei guerrieri di Diomede, tanto che le isole sono anche dette Diomedee. Il richiamo notturno di questi uccelli quando tornano ai nidi ha richiamato nelle leggende i pianti dei guerrieri morti in battaglia.
I fondali marini sono un paradiso per i sub e il parco ha realizzato una ventina di sentieri marini per poter osservare dentici, orate, astici, aragoste, cefali, cavallucci marini, polpi, seppie e cernie. Fino agli anni ’70 qui vivevano le ultime foche monache dei mari italiani.
Roma, 26 aprile 2012
Ufficio stampa WWF Italia – tel. 06-84497.265/213; cell.: 349 1702762
Rosa Lella
WWF Italia Ufficio Stampa - Attualità&News
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25/04/2012
20 Maggio 2012: Festa Oasi, scrive il Presidente.
Care Amiche e cari amici,
siamo in prossimità di Festa Oasi, un momento importante per il WWF in cui le Oasi aprono gratuitamente al grande pubblico, offrendo ai visitatori una speciale giornata in mezzo alla Natura. Festa Oasi è anche la più importante occasione che il WWF ha, per mettere in luce il valore del sistema delle Oasi, il più grande progetto di conservazione della natura che la nostra Associazione porta avanti sul territorio.
Anche quest’anno la nostra associazione si è posta un importante obiettivo: attraverso una raccolta fondi che ha inizio il 29 Aprile, quest’anno abbiamo intenzione di creare una nuova Oasi in Sardegna, presso Scivu ad Arbus, e di mettere in sicurezza alcuni territori del nostro sistema Oasi. Al fine di sostenere la raccolta fondi, sarà dunque importante promuovere Festa Oasi e i progetti che vogliamo realizzare, attraverso tutti i mezzi e contatti a nostra disposizione.
Colgo inoltre l’occasione per rinnovare i complimenti per lo splendido lavoro svolto durante l’Ora della Terra 2012: quest’anno adesione record di 150 Paesi e 6.500 città nel Mondo. In Italia, grazie al vostro lavoro è stato possibile coinvolgere 400 Comuni ed organizzare oltre 150 eventi sull’intero territorio nazionale. Un grande risultato, che testimonia l’importanza di una mobilitazione globale che in pochi anni è diventata un appuntamento di sensibilizzazione di grande valore.
Augurandovi un buon lavoro, un caro saluto a tutti voi
Stefano Leoni
Presidente WWF Italia
20:38 | Link permanente | Commenti (0) |
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24/04/2012
Moria delle api: urge prorogare il divieto dei nicotinoidi

Da
quando il ministero della Salute ha sospeso luso dei neonicotinoidi per la
concia di sementi, c'è stato un miglioramento. Il Consiglio per la ricerca di
apicoltura: "E' importante che tale sospensione, in scadenza al 30 di giugno
2012, sia prorogata"
Gli insetticidi neonicotinoidi sono una delle principali cause
della disastrosa moria delle api, e questo è confermato anche dai dati della
ricerca che il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha
affidato al Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura),
coordinata da Marco Lodesani. Certo alla moria delle api
contribuiscono anche fattori di ambientali, come il cambiamento climatico o gli
stress nutrizionali, o la scelta di ceppi dapi non autoctone, ma da quando il
ministero della Salute ha sospeso luso dei neonicotinoidi per la concia di
sementi, soprattutto del mais nel Nord Italia, la moria è considerevolmente
diminuita. Perciò è importante che tale sospensione, in scadenza al 30 di giugno
2012, sia prorogata. E anzi occorre vietare definitivamente luso dei
neonicotinoidi (di cui eravamo fra i primi utilizzatori in Europa), non solo
nella concia del mais, ma anche in tutte le altre colture dove sono impiegati in
spray o nella fertirrigazione.
Tanto più questi insetticidi non aiutano
nemmeno ad aumentare le produzioni, come attestano i dati degli ultimi anni.
Dal 2002 al 2008 il calo della produzione nazionale di miele è arrivato
progressivamente al 50% dice Francesco Panella, presidente Unaapi
(Unione nazionale apicoltori italiani): Dopo la sospensione dei neonicotinoidi,
invece, siamo ritornati alle nostre produzioni. Oggi, nonostante la crisi,
lapicoltura è uno dei pochi settori dove le aziende stanno
crescen
18:54 | Link permanente | Commenti (0) |
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22/04/2012
Elezione nuovo Consiglio Regionale WWF

oggi pomeriggio, presso la sede del WWF a CB, si è svolto lo scrutinio delle schede pervenute per l'elezione del nuovo consiglio del WWF Molise 2012-2015.
In attesa della comunicazione ufficiale, che il WWF Italia farà entro 30 gg dalla data di oggi, vi invio i risultati ufficiosi scaturiti dallo scrutinio di oggi dove risultano eletti i primi cinque candidati votati:
- DI SOCCIO RENATO voti 24
- SCARANO MARIA-TERESA 21
- NEGRO GIUSEPPINA 17
- PERRELLA DOMENICO 14
- FATICA LUCIO 13
- VANNI FABIO 12
- COLELLA ROBERTO 11
- LOTTI ALDO 10
- PALLADINO NICOLA 5
- D'AMATO OTTAVIA 3
Congratulazioni agli eletti ed un ringraziamento a tutti i candidati
Nicola Merola
Garante elezioni 2012
10:00 | Link permanente | Commenti (0) |
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16/04/2012
Il Lupo tra mito e realtà
Sabato
21 aprile, saremo a San Giuliano del Sannio, alle ore 18,00 al cinema San
Lorenzo.
Dopo
la presentazione della nostra Società, seguirà un incontro dedicato al tema "Il
lupo tra Mito e Realtà".
Un
excursus storico dei rapporti tra uomo e lupo dalla preistoria ai giorni nostri,
mettendo in evidenza quanto stretti siano i legami tra uomo e fauna.
Corradino
Guacci - Società di Storia della Fauna
"Giuseppe Altobello"
C.da Selva 1
86011 Baranello (CB)
14:28 | Link permanente | Commenti (0) |
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13/04/2012
la vignetta

18:20 | Link permanente | Commenti (1) |
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09/04/2012
Tra il Sindaco e le Isole Pedonali distanze...oceaniche

La seduta del Consiglio
Comunale del 4 aprile ha aperto un baratro tra le istituzioni ed i
cittadini.
Ascoltare un Sindaco che
apostrofa il responsabile del WWF di Campobasso urlandogli con te non ci voglio parlare
! risveglia lontani ricordi di epoche
autoritarie, in cui lautorità costituita esercitava un potere illimitato e
sempre avulso dal contesto sociale.
Siamo sbigottiti per il senso
di considerazione degli strumenti democratici dimostrato dall'amministrazione
comunale, ed esprimiamo rammarico per l'ostinatezza a non voler comunque
intraprendere percorsi di miglioramento della qualità' della vita e del
benessere urbano.
Il procedere senza regole che
tengano conto del bene comune, della riduzione dell'inquinamento dell'aria e
acustico, seppure possono incontrare nel breve termine il favore di
automobilisti mal-educati e di qualche miope commerciante, alla fine si
pagheranno, e il conto sarà assai salato per i cittadini.
Le emergenze ambientali della
nostra città ci impongono di perseverare nella lotta contro limmobilismo di
questa amministrazione, che si chiude nel proprio guscio ovattato, sorda ai
richiami ed alle istanze dei campobassani, come se ormai la città vivesse una
vita a parte rispetto a loro.
6 aprile 2012 - WWF Campobasso
07:52 | Link permanente | Commenti (0) |
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01/04/2012
Isole pedonali: i cittadini si confrontano, ma il Sindaco non c'è...
I CITTADINI
SI CONFRONTANO, MA IL SINDACO NON
CE
Lassemblea
pubblica di sabato 10 marzo, nonostante abbia riscosso grande successo per
quantità di cittadini presenti e per la qualità degli interventi, ha nel
contempo registrato l'assenza del
Sindaco, evidentemente allergico al confronto democratico con la
cittadinanza.
Non abbiamo
potuto, così, apprendere dalla sua voce le motivazioni della cancellazione delle
aree pedonali, né egli ha potuto illustrare i progetti dellamministrazione in
materia di trasporti pubblici cittadini.
Provvediamo
noi, allora, ad informare il Sindaco, il quale è bene ricordare - riveste
la qualità di responsabile della sicurezza e della salute dei
cittadini, che allesito delle
relazioni esposte dai tecnici, la situazione della città è la
seguente:
1)
le
rilevazioni effettuate nella via Mazzini, in ore di punta, indicano livelli
altissimi di black carbon, (nano-particelle emesse dagli scarichi dei veicoli,
particolarmente dannose per la salute che, a differenza delle polveri di
dimensioni maggiori contenute nel PM10, non si fermano nelle prime vie
respiratorie, ma sono così
sottili da penetrare nei polmoni e nel sangue,
con gravi conseguenze per il nostro sistema respiratorio);
2)
la creazione
dei sensi unici ha prodotto un pericoloso aumento della velocità dei veicoli
nelle aree centrali, ed infatti Campobasso risulta prima in classifica nella
registrazione di incidenti con esito mortale;
Inoltre, gli
facciamo sapere che:
3)
è ormai
acclarato che linvadenza del flusso automobilistico danneggia gli esercizi
commerciali: in tutte le città europee, la chiusura al traffico dei centri
storici ha fatto registrare un aumento del volume di affari compreso tra il 20 e
il 40 per cento;
4)
lassenza di un
progetto organico per i trasporti pubblici cittadini, unitamente alla
cementificazione galoppante, rende sempre più difficile ladozione di
provvedimenti finalizzati alla creazione di parcheggi di interscambio, premessa
necessaria per lavvio di una politica tesa a disincentivare lingresso delle
auto nel centro cittadino.
5)
La
realizzazione della sede della Regione sul campo sportivo Romagnoli, dal primo
cittadino definita un dono,
comporterà unulteriore concentrazione nel flusso veicolare al centro
della città, oltre a cancellare lultimo spazio libero dal
cemento.
13 marzo 2012 -
WWF Campobasso
15:58 | Link permanente | Commenti (0) |
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14/03/2012
Molise, terra incontaminata
Traffico illecito di rifiuti, 126 indagati: l'inchiesta tocca il Molise
da altromolise 2012-03-14 02:15:34
Tocca anche il Molise la maxi-inchiesta che, partendo dal centro dell'Italia, ha ricostruito un vasto giro di rifiuti pericolosi smaltiti illegalmente in varie zone del Paese.
L’operazione denominata "TRANSFORMERS", coordinata dalla Procura di Firenze, e condotta dai Carabinieri del NOE di Grosseto, in collaborazione con i NOE di Firenze, Roma, Perugia, Bologna, Milano, Campobasso, Lecce, Ancona, Compagnie Carabinieri di Siena, Poggibonsi, Scandicci (FI) Signa (FI) Lucca e con il 4° Elinucleo di Pisa, ha fermato una attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi, ideata e gestita a Siena ma con ramificazioni in quasi tutte le regioni Italiane.
L’indagine è partita nel 2009 per iniziativa della Procura della Repubblica di Siena, dopo che gli specialisti del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Grosseto, durante un controllo alla Pianigiani Rottami, avevano notato che l’opificio, fraudolentemente, classificava non pericoloso il rifiuto proveniente dalla rottamazione dei veicoli (car fluff), addirittura utilizzandolo come base per la produzione di Combustibile derivato da Rifiuti (C.D.R.). Il C.D.R., oltre a non corrispondere alla tipologia normativa, era pericoloso per l’elevato contenuto di sostanze inquinanti e dannose per la salute pubblica e per l’ecosistema, quali idrocarburi, oli minerali, cadmio, cromo, zinco, vanadio, piombo, boro, bario, manganese, rame e policlorobifenili (PCB).
L’azienda, regolarmente autorizzata per la raccolta e recupero di rifiuti pericolosi e non per la rottamazione e frantumazione dei veicoli, con il concorso di laboratori di analisi, trasportatori, inceneritori, discariche - che sebbene regolarmente autorizzate, avevano attivato il traffico illecito di rifiuti pericolosi facendoli apparire come non pericolosi - è riuscita ad aggirare la stringente normativa per il trattamento dei rifiuti pericolosi, ed ha così ottenuto un ingente ed ingiusto guadagno.
I soggetti coinvolti, per abbattere i costi elevati per lo smaltimento di tale tipologia di rifiuto pericoloso, avevano escogitato un metodo per liberarsene a costi fortemente ridotti. Infatti talvolta lo miscelavano a rifiuti non pericolosi producendo il C.D.R., tra l’altro gli attribuivano altri codici di comodo così da dare una rappresentazione del rifiuto del tutto diversa da quella effettiva e derivante dalla sua origine. Prima dell’avvio nei termovalorizzatori, necessitava dotare lo stesso di una certificazione per sviare i controlli. In questa fase assumevano un ruolo determinante i tecnici e responsabili di laboratori di analisi, che emettevano certificazioni compiacenti. A seguire era necessaria anche la connivenza di intermediari, trasportatori e responsabili degli inceneritori.
L’attività di indagine si è così allargata a macchia d’olio su quasi tutto il territorio nazionale: Toscana, Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Molise, interessando nel complesso tutta la filiera della gestione dei rifiuti.
Anche dopo la scoperta dei reati, gli indagati si davano da fare per creare documentazione falsa finalizzata ad ottenere, con l’aiuto di legali, un ingiusto annullamento delle sanzioni da parte del Giudice di Pace.
Il tutto finalizzato al conseguimento di un ingiusto profitto, gestendo abusivamente enormi quantitativi di rifiuti pericolosi, stimati in oltre 50.000.000 Kg, per un giro d’affari di circa 5 milioni di euro.
Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la applicazione di tre misure cautelari nei confronti dei promotori dell’associazione, il sequestro preventivo delle due principali società con nomina di un Amministratore Giudiziario.
Complessivamente risultano indagate 126 persone. Inoltre è stato aperto anche procedimento penale per la responsabilità delle persone giuridiche. Nell'inchiesta sarebbe coinvolto un impianto molisano, sembra della zona del Venafrano. Gli accertamenti sono in corso e nelle prossime ore si potrebbero conoscere ulteriori dettagli.
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10/03/2012
Eart Hour e reinventare la città
REINVENTARE LA CITTÀ
ENTRO LA FINE DI FEBBRAIO PARTECIPA ALLA COSTRUZIONE DELLA MAPPA DELLE BUONE PRATICHE DEI COMUNI ITALIANI
Se sei un Comune, Il WWF ti invita a partecipare all'Ora della Terra (Earth Hour) il 31 marzo 2012 alle 20.30, attraverso lo spegnimento delle luci di un monumento, di un edificio o di altro luogo rappresentativo del tuo territorio, come segno di partecipazione e responsabilità verso il Pianeta e la lotta ai cambiamenti climatici.
Nell'edizione di quest'anno inoltre il WWF, con il patrocinio di numerosi enti, chiede ai Comuni di segnalare le proprie buone pratiche al fine di disegnare un'ecologia urbana che contempli risparmio e innovazione tecnologica, socialità e interculturalità, creatività e stili di vita sostenibili.
Il WWF desidera richiamare le città a un rinnovato impegno comune per la sostenibilità, mettendosi al fianco delle Amministrazioni per valorizzare le buone pratiche già in corso.
Le buone pratiche, da inviare entro il 29 febbraio, saranno valutate da una commissione scientifica in base a criteri codificati, in particolare l'integrazione delle politiche e la partecipazione dei cittadini. I Comuni italiani che si sono distinti per queste buone pratiche saranno inserite nelle comunicazioni dell'evento Earth Hour e saranno inoltre segnalati al WWF Internazionale al fine del loro inserimento nell'ambito del concorso internazionale "City challenge", una selezione internazionale volta a premiare la capitale della sostenibilità.
Per informazioni: segreteria ufficio Eventi WWF ufficioeventi@wwf.it , tel. 06.84497.344
Urban solution
E per dimostrare che la sfida può davvero essere vinta, il dossier WWF “Soluzioni urbane per un pianeta vivente” racconta casi esemplari già realizzati in tutto il mondo. Per esempio: la città di Hyderabad (India), utilizza acque reflue per l’irrigazione, l’Avana (Cuba) fornisce più del 40% del consumo cittadino di verdure attraverso agricoltura urbana, a Friburgo (Germania) il 50% degli spostamenti avviene a piedi o in bicicletta, a Merton, un distretto di Londra, è stato potenziato il mercato delle energie rinnovabili con piccole turbine eoliche, pompe di calore, riscaldamento a biomasse, pannelli solari fotovoltaici e termici. Mentre Stoccolma ha avviato un sistema di trattamento delle acque di scarto in biogas e fertilizzanti; Berlino ha riadattato 1.300 edifici ottenendo un risparmio in termini energetici del 26%; Rizhao sta guidando il passaggio delle città cinesi verso l’energia solare attraverso l’installazione di pannelli solari su tutti i nuovi edifici.
City challenge
IL KIT WWF PER “ISPIRARE” IL CITY CHALLENGE - la sfida per le città sostenibili
Ma vincere questa sfida è davvero possibile? Il WWF offre spunti concreti attraverso uno speciale “kit” per la sostenibilità urbana (disponibile su www.wwf.it/oradellaterra) che in queste settimane sta distribuendo a centinaia di Comuni italiani, contattati in vista dell’Ora della Terra grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), il Coordinamento Agende 21 Locali e l’Associazione Comuni Virtuosi, associazioni che da anni promuovono insieme ai Comuni buone esperienze portate avanti in concreto, che permettono di disegnare anche in Italia la sostenibilità sperimentata dalle città.
1) 10 MOSSE PER REINVENTARE LE CITTA’ .
Nel dossier “Reinventiamo le città” il WWF racconta le 10 azioni per migliorare la sostenibilità della città e la qualità di vita dei cittadini: 1) Partecipazione, democrazia, equità nelle diverse parti della città. 2) Promuovere la green economy e la Blue economy, secondo cui le soluzioni tecnologiche innovative vanno ricercate facendo riferimento alle soluzioni esistenti in natura. 3) Migliorare le prestazioni energetiche della città e degli edifici. 4) Progettare la città senza consumare nuovo suolo e preparandola ai cambiamenti climatici. 5) Un modo diverso di muoversi, aumentando le opportunità di utilizzare il trasporto pubblico e favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta. 6) Creare reti verdi e blu, e dunque favorire la continuità con le aree naturali, per una maggiore biodiversità urbana. 7) Diffondere gli orti urbani e l’agricoltura di prossimità. 8) Strade, piazze e parcheggi verdi. 9) Una diversa gestione dei rifiuti nella logica delle 4 R (ridurre, riutilizzare, recuperare, riciclare). 10) Riutilizzare le acque piovane e le acque depurate
16:08 Scritto in associazione | Link permanente | Commenti (0) |
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sarà davvero tempo da lupi?
da ntr24
WWF: Aumentate le segnalazioni di lupi nel Sannio. Non confermata ancora la loro presenza
Fin dallo scorso settembre sono giunte al WWF Sannio segnalazioni di avvistamenti o di abbattimenti di presunti lupi nell'area delle colline che degradano verso la valle del Fortore.
L'area non è fortemente urbanizzata né impervia e probabilmente rappresenta uno dei corridoi frequentati da piccoli branchi di lupi negli spostamenti tra i monti dell'Abbruzzo-Molise a Nord ed i Picentini ed il Cilento a Sud, aree dove la loro presenza è certa e documentata da vari anni.
Sono stati subito contattati gli esperti presso le strutture competenti: l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Benevento ed il Corpo Forestale dello Stato, ma i primi esami su una carcassa di un esemplare probabilmente ucciso non hanno confermato che si trattasse di lupo, bensì di un cane. E così anche in altre occasioni, per cui è stato mantenuto un atteggiamento prudente per non creare inutile allarme nella popolazione. La Provincia si è mossa, anche a seguito di un invito ad incrementare la vigilanza inviato dalla Regione Campania a vari Enti ed Associazioni, organizzando incontri e sopralluoghi.
Nel frattempo il numero di esemplari abbattuti è aumentato e così anche le testimonianze di avvistamenti, complice anche la neve abbondante caduta sull'area. Quello che appare certo è che nell'area delle colline del Fortore ci sono alcuni gruppetti di canidi dediti alla predazione del bestiame domestico, ma non è ancora possibile confermare che siano lupi.
12:32 Scritto in habitat | Link permanente | Commenti (0) |
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rifiuti radioattivi? perché non in Molise?
Illegittimo l'articolo della legge regionale che ne vieta il deposito
Deposito di rifiuti e materiali radioattivi: a decidere dev'essere lo Stato.
Con questa motivazione, in sostanza, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 1, comma 3, della legge varata dalla Regione Molise nell'aprile dello scorso anno. Il ricorso della Presidenza del consiglio dei ministri, presentato a giugno, puntava alla cancellazione della previsione contenuta nella normativa, che preclude «tenuto conto degli elevati rischi connessi alla sismicità ed al dissesto idrogeologico del territorio, in assenza di intesa con lo Stato, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e di depositi di fonte nucleare, nonché, materiali e rifiuti radioattivi» nel territorio del Molise. Una disposizione – si legge nel ricorso presentato di fronte alla Consulta – che violerebbe la competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, il principio della libera circolazione delle persone e delle cose nell'ambito del territorio nazionale, nonché i principi di sussidiarietà, ragionevolezza e leale collaborazione. Il ricorrente sosteneva che questa disposizione viola l'articolo 117, secondo comma della Costituzione, «in quanto interviene in una materia, quella della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, attribuita in via esclusiva alla competenza legislativa dello Stato». In pratica, nel verdetto, la Consulta ribadisce il principio secondo cui «nessuna Regione - a fronte di determinazioni di carattere ultraregionale, assunte per un efficace sviluppo della produzione di energia elettrica nucleare - può sottrarsi in modo unilaterale ai conseguenti inderogabili oneri di solidarietà economica e sociale». Quanto alla questione del governo del territorio «l'incidenza della potenziale installazione dei depositi sul territorio regionale determina effettivamente l'intreccio dell'intervento statale con detta materia di concorrente competenza regionale. Ciò comporta, tuttavia, il semplice coinvolgimento, attraverso opportune forme di collaborazione, della Regione interessata». «Peraltro -rileva la Consulta- il doveroso coinvolgimento regionale e la previsione dell'intesa nella norma qui impugnata non sono elementi sufficienti ad impedire l'invasione della competenza statale realizzata da parte della disposizione in esame, atteso che le idonee modalità di collaborazione devono essere individuate e disciplinate dal legislatore cui spetta la competenza in base all'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., ossia dal legislatore statale, il cui operato, ove si riveli lesivo dell'autonomia regionale, potrà soltanto essere sottoposto dalla Regione interessata al vaglio di costituzionalità della Corte». Provvedimenti analoghi in passato hanno riguardato anche altre regioni.
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riflettendo sulla parafrasi molto diffusa ed abusata oggi "non nel mio giardino" (siamo d'accordo sul fatto che molti sono i problemi e in qualche modo bisognerà pur risolverli), consideriamo che è diverso rispondere "non nel mio giardino perché non ce li voglio" dal "non nel mio giardino perché mi serve per farci altro!"
Sarete d'accordo con me nel sospettare che i nostri vicini abbiano idee più chiare su come curare le proprie aiuole!
12:09 Scritto in pensare | Link permanente | Commenti (0) |
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09/03/2012
Ragionare sulla TAV
Quel che accade per la Val Susa è doloroso affascinate. Doloroso è ovvio per vari aspetti... affascinante perchè per noi di quaggiù appare assolutamente incredibile che la voce del popolo di una valle di 120'000 abitanti (meno della provincia di Isernia!) e nemmeno - ci dicono - troppo concordi tra di loro, sia in grado di sollevarsi così forte da monopolizzare le prime pagine dei giornali, da diventare un caso e innescare il coinvolgimento delle proteste o quanto meno del dissenso.
Al molisano medio, che attende invece speranzoso lo sventramento del suo territorio da un nastro recintato di asfalto, denso (?!) di veicoli sfreccianti che entrino ed escano dagli innumerevoli svincoli, ricchissimo di autogrill dove abbirrazzarsi anche alle quattro del mattino in una sorta di devoto pellegrinaggio, e che bestemmia ogni santo giorno il territorio colpevole della sua arretratezza dovuta giammai all'incapacità di valorizzare i propri beni ma sempre al fatto di essere stati lasciati indietro nello sviluppo per mancanze di strade e infrastrutture, dimenticati dallo Stato... al molisano medio, dicevamo, appare incredibile e contronatura che ci si possa opporre al "progresso" e allo "sviluppo"!
Non possiamo capirci, giacchè partiamo da due condizioni differentissime: la Val di Susa ha la maledizione di trovarsi tra due poli importanti (oggi con la globalizzazione e la crisi molto meno, in verità): Parigi/Lione da una parte e Torino/Milano dall'altra; c'è stato un tempo in cui i collegamenti e gli scambi di materie prime, semilavorati, prodotti finiti, competenze e affaristi dovevano viaggiare, incontrarsi, confrontarsi, dibattere (oggi è ancora così? domani sarà di nuovo così?)
Il Molise non si trova in mezzo a nessuna parte, non c'è nessuna ragione per venire in Molise (se non il Molise stesso) nè per veicolarvi merci - a parte quelle che potrebbero essere stoccate qui perché altrove darebbero fastidio - nè per sfruttarvi le risorse.
Non possiamo capire i valligiani di susa, ma intimamente sappiamo che gli investimenti dello Stato non sono, ad oggi, sostenibili. Il ragionamento deve seguire altre strade, ormai: il modello economico che abbiamo costruito nel tempo dimostra oggi la sua insostenibilità, non è possibile continuare a sperare che la crisi sia passeggera e si tornerà presto ai vecchi tempi: è necessario e urgente cambiare: se i vari prodotti del "made in italy" si sono ormai rivelati non competitivi nel mercato globale, è davvero sicuro che non possiamo vivere in un'altra maniera? Davvero non abbiamo altri beni da poter mettere a frutto e sui quali investire il nostro futuro?
Con queste riflessioni penso sia giusto diffondere, come chiedono, alcune considerazioni sull'argomento di bloggers più vicini alla specifica questione della TAV.
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Siamo stati in Val di Susa e abbiamo capito
Siamo stati in Val di Susa ospiti degli abitanti della valle: insegnanti, agricoltori, pensionati, studenti e abbiamo visto:
Un luogo attraversato da due strade statali, un’autostrada, un traforo, una ferrovia, impianti da sci, pesanti attività estrattive lungo il fiume.
Persone che continuano a curare questo territorio già affaticato da infrastrutture ed attività commerciali e cercano di recuperare un rapporto equilibrato con l’ambiente e la propria storia.
Una comunità che crede nella convivialità e nella coesione sociale e coltiva forti rapporti intergenerazionali.
Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale. Un popolo unito e coeso, una comunità forte non può essere assoggettata a nessun interesse nè politico, nè economico. E’ interesse di tutti i poteri forti dividere, isolare, smembrare per poter meglio controllare e favorire interessi particolari.
Abbiamo capito perché tutto l’arco costituzionale vuole la TAV, non è dificile, basta guardare alle imprese coinvolte:
Cmc (Cooperativa Muratori e Cementist) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.
Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.
Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.
Abbiamo capito che l’unico argomento rimasto in mano ai politico-imprenditori ed ai loro mezzi di comunicazione per giustificare un inutile progetto da 20 miliardi di euro mentre contemporaneamente si taglia su tutta la spesa sociale è la diffamazione. Far passare gli abitanti della Val di Susa come violenti terroristi. Mentre noi abbiamo visto nonni che preparavano le torte, appassionati insegnanti al lavoro, agricoltori responsabili, amministratori incorruttibili.
Abbiamo capito che questo è l’unico argomento possibile perchè ormai numerosi ed autorevoli studi, di cui nessuno parla, hanno già dimostrato quanto la TAV sia economicamente inutile e gravemente dannosa.
Questi i principali:
Interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione dei ricercatori del Politecnico di Torino: http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/
Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto Lione-Torino, eseguiti da COWI, rinomato studio di consulenza che lavora stabilmente per le istituzioni europee: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2...
Contributo del Professore Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino: http:/www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2010_11-Angelo%20Tart...
Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002454.html
Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro:
http://www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2008_Rapporto%...
Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”:
http://www.notav-avigliana.it/doc/delibera_25_2008_g_rela...
Presentazione dell’Ingegnere Zilioli, in relazione a “EFFETTI TAV – STUDI EUROPEI/buone pratiche e cattivi esempi”
http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESId...
Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti.
http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486
NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO, COSTRUIAMO LA NOSTRA INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA E DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO.
Il seguito del dibattito potete trovarlo qui: http://terraterra.noblogs.org/
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07/03/2012
Assemblea e mobilità urbana

15:30 | Link permanente | Commenti (0) |
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06/03/2012
Capitali del ben vivere
http://ec.europa.eu/news/environment/101022_1_it.htm
Vitoria-Gasteiz e Nantes sono state elette "capitali verdi europee" per il 2012 e 2013.
Dopo Stoccolma nel 2010 e Amburgo nel 2011, tocca a Vitoria-Gasteiz (Spagna) e Nantes (Francia) essere ricompensate per il loro impegno a favore di uno spazio urbano rispettoso dell'ambiente.
A Vitoria-Gasteiz, designata capitale verde per il 2012, il centro storico è circondato da un'ampia fascia di verde, per consentire a tutti gli abitanti di vivere a meno di 300 metri da un giardino pubblico. La città ha inoltre compiuto enormi sforzi per ridurre il consumo di acqua e si propone di scendere al di sotto dei 100 litri pro capite al giorno.
Nantes, la vincitrice per il 2013, ha puntato su un'ambiziosa politica dei trasporti. Prima città francese a reintrodurre i tram, beneficia oggi di una qualità dell'aria invidiabile e conta di ridurre di un quarto le sue emissioni di CO2 di qui al 2020.
Il premio "Capitale verde europea" vuole ricompensare ogni anno le città che nell'UE hanno operato in modo esemplare a favore della protezione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile. La giuria applica undici criteri ambientali, tra cui il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici e il trattamento delle acque reflue.
Quattro europei su cinque vivono attualmente in agglomerati urbani. La qualità della loro vita dipende quindi fortemente dagli sforzi compiuti a livello locale per migliorare l'ambiente, con la realizzazione di aree verdi, una buona gestione dei rifiuti o lo sviluppo dei trasporti pubblici.
Il premio intende fare in modo che le città vincitrici possano diventare un modello da seguire in materia di sviluppo urbano sostenibile.
22:01 Scritto in pensare, urban life | Link permanente | Commenti (0) |
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02/03/2012
WWF, No Tav e fatti anche nostri.
IL WWF INDICA AL GOVERNO 5 PROPOSTE DI INTERVENTO PER RILANCIARE I TRAFFICI FERROVIARI INTERNAZIONALI SU ROTAIA :“LA NUOVA LINEA AD AV TORINO-LIONE NON E’ UNA PRIORITA’ ”
“La nuova linea ad Alta Velocità Torino Lione non è una priorità per il rilancio dei trasporti ferroviari
tra l’Italia e il resto d’Europa. Prima il Governo ne prenderà atto e meglio sarà per l’economia nazionale, in modo da ri-orientare gli investimenti previsti verso altri interventi più urgenti ed efficaci per la ripresa economica e la tutela ambientale del Paese. La rinuncia alla nuova linea ad Alta Velocità ferroviaria Torino-Lione in nessun modo nuoce alle relazioni economiche tra Italia e resto d’Europa, visto che su tale direttrice viaggia una quantità irrisoria di merci e passeggeri tra Italia e Francia, in continua diminuzione da anni. Per queste ragioni, il WWF Italia sarà presente alla marcia tra Bussoleno e Susa di Sabato 25 febbraio indetta dalle amministrazioni pubbliche e dai comitati della valle, per dare ancora una volta il proprio appoggio alla lotta pacifica e nonviolenta della popolazione della Val di Susa.
Il WWF invita il Governo a ripensare radicalmente le proprie scelte (ereditate dai governi precedenti)
in materia di Alta Velocità, evitando di imporre a una intera valle, la realizzazione di una nuova linea su
una direttrice che:
1. vede oggi un traffico merci che è meno di 1/10 di quello che potrebbe già transitare sulla linea del Fréjus esistente (2,5 milioni di tonnellate anno, mentre la linea di valico ordinaria ha una capacità di 20-30 milioni di t/a);
2. riguardo alla quale non è stato mai presentato un piano economico-finanziario complessivo che giustifichi la redditività e l’utilità economico-finanziaria, sociale e ambientale dell’opera;
3. ha visto negli ultimi 10 anni i diversi Governi fare e disfare ben tre diversi progetti della nuova linea ad AV (destra Dora, sinistra Dora misto, sinistra/destra Dora) nell’ambito di procedure di valutazioni di impatto ambientale volutamente frazionate, per mascherare il peso insostenibile su un territorio già saturo di infrastrutture e centri abitati, che non hanno tenuto in alcun conto le osservazioni presentate dagli enti e dai comitati locali.
Il WWF ricorda al Governo che, contrariamente a quanto alcuni vorrebbero far credere, l’Italia è un Paese tutt’altro che isolato, come qualcuno vorrebbe accreditare, visto che il sistema delle sette direttrici ferroviarie transalpine esistenti (Ventimiglia, Fréjus, Sempione-Loetscberg, Gottardo, Brennero, Tarvisio, Villa Opicina) presenta una capacità di 140-159 milioni di tonnellate/anno (pari a più del triplo di quello attuale) che diventeranno 210-230 milioni di t/a a seguito dell’entrata in esercizio dei nuovi tunnel di base del Gottardo e del Brennero.
Per questo il WWF ritiene che siano prioritari interventi:
- sul Nodo di Torino, vero collo di bottiglia del Nord Ovest, sulla direttrice verso la Francia, e per rendere finalmente operativo il Servizio ferroviario metropolitano;
- l’adeguamento delle linee di adduzione Nord-Sud che collegano il Gottardo e il Sempione/Loetschberg. sulle direttrici Domodossola/Novara e Milano, e verso il valico di Tarvisio, sulla direttrice di Cervignano/Udine, accompagnate dal completamento della Parma-La Spezia, al servizio del Nord-Ovest e del Nord Est;
- sulla direttrice trasversale Est-Ovest Mediopadana (Torino-Asti-Pavia-Cremona-Monselice-Padova), da prolungare sino a Chioggia, come linea da dedicare alle merci, in modo da sgravare le linee che collegano le principali aree metropolitane del Nord.
Questi potenziamenti vanno accompagnati da interventi di sistema quali:
1. misure tariffarie progressive sui mezzi pesanti, come richiesto dall’Europa, che disincentivino il traffico merci su gomma (ponendo fine all’assedio dei TIR all’economia del Paese),
e 2. un piano di investimenti per promuovere il traffico merci su rotaia, rilanciando il sistema Cargo delle Ferrovie dello Stato e i poli logistici ferroviari.
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E fin qui il WWF nazionale, ma chiediamoci cosa mai stia succedendo in val Susa. Non possiamo certo avere la pretesa di capire tanti meccanismi, ma alcuni di essi, in fondo, sono applicabili a parecchie società.
La val di Susa è tra le Alpi a NordOvest di Torino; ci sono 39 comuni per 120'000 abitanti e ben tre parchi naturali.
La tradizionale economia era ed è legata all'allevamento alpino, all'agricoltura e all'artigianato del legno.
Si producono castagne, frutta, vini pregiati e vari tipi di formaggio; nella valle si trova la sacra di San Michele in Val di Susa, tappa fondamentale nel pellegrinaggio della via francigena e intermedia tra Mont-Saint-Michel in Normandia e San Michele al Gargano.
Dalla combinazione di tradizionale accoglienza di pellegrini, produzione tipica, caratteristiche ambientali, buona parte dell'economia si basa anche sulla offerta turistica principalmente invernale ma anche escursionistica estiva.
Dal 1850 i collegamenti si sono sviluppati con linea ferroviaria, sviluppatasi completamente nel 1870 con il traforo del Frejus; furono poi costruite strate statali e un tunnel stradale del Frejus ed è degli anni '90 la costruzione dell'autostrada per il flusso da e per la Francia.
Nel secondo dopoguerra, sempre in considerazione dell'idea che l'unico sviluppo degno di tale nome fosse quello industriale e per altri motivi meramente politici sui quali non stiamo qui a polemizzare, fu introdotta in valle l'industria siderurgica pesante e si sviluppò il terziario.
Oggi si parla, si opera e ci si oppone ad una nuova linea ferroviaria tesa a portare "progresso e sviluppo" favorendo il transito delle merci e delle persone... ed ecco che le problematiche dei galli della val di susa e dei sanniti di quaggiù potrebbero incontrarsi.
Traffico di merci e persone, già. Ancora una volta la cupidigia di chi ha soldi e potere la fa da padrona e si sacrifica la gallina dalle uova d'oro, si distrugge il bene comune e le possibilità di sviluppo reale di un territorio per consentire l'arricchimento - in varie forme e parecchie discutibili - di pochi.
Proverò a chiarire meglio questo concetto affidandomi al ragionamento del Galanti.
"La costruzione delle strade sicure e comode, è uno dei principali oggetti del governo cinese, ed ha distinti i Romani fra tutti i popoli. Non vi è bisogno alcuno di dimostrazione, che le cattive strade rendono tarda, difficile e dispendiosa l'intera circolazione dé generi: e da che avrete strade comode e sicure, il commercio farà prestamente circolare all'infinito tutte le ricchezze della natura e delle arti. Noi lo ripetiamo: la prosperità di una nazione non consiste sicuramente nelle brillanti capitali, ma nelle comodità delle campagne. Oggi che la strada da Terra di Lavoro pel Contado di Molise è nel suo semplicissimo stato naturale, un tomolo di grano, comprato carlini quindici a Campobasso, si deve valutare carlini ventuno a Napoli, perché sei carlini a tomolo bisognano per le spese di semplice trasporto, senza aver alcun riguardo à dazi; perché due ottimi muli, non trasportano al più che tomoli sette; e v'impiegano due giorni e mezzo. Colla costruzione di una nuova strada, che si spera ottenere dal genio attuale del governo, due muli, sopra una carretta, trasporteranno da Campobasso a Napoli in un giorno e mezzo sedici tomoli: e comprato colà a carlini quindici, si venderà in Napoli carlini diciotto.
[GM. Galanti, Descrizione del Contado di Molise, 1781.]
Come? Non è chiara la critica al ragionamento lineare del Galanti? E allora vediamo: a quanto viene acquistato il grano dal produttore prima e dopo la realizzazione della strada? O, in altre parole, siamo davvero sicuri che le infrastrutture servano realmente a diffondere equamente il benessere?
19:22 Scritto in associazione, pensare | Link permanente | Commenti (0) |
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01/03/2012
l'anima di Campobasso
In giorni di riflessione sulla mobilità urbana un sostegno colto e autorevole, rivolto a comprendere meglio la città di Campobasso. Conoscere il passato non è nostalgia, è la premessa per costruire un buon futuro.
…Ma a visitare la vecchia Campobasso il viaggiatore frettoloso che capiti qui per affari non ci va.
Il vecchio villaggio medioevale ha una sua modesta vita privata che ha scarsi rapporti con la città nuova che è quella che tutti vedono e che sorprende per la sua modernità tutta aperta e rivelata.
Quando vi arrivi essa allinea davanti ai tuoi occhi tutti i suoi edifici pubblici, i suoi monumenti, le sue scuole, i suoi alberghi: tutto è comodo, a portata di mano come nei quartieri europei delle grandi città orientali.
Il ristorante, il barbiere, il caffè, il tabaccaio, il camiciaio, lo stiratore son lì costola a costola. Un breve giro, pochi passi e tutte le necessità materiali sono rapidamente soddisfatte.
Questa facilità, questa agevole maniera di provvedere a se stessi allevia il peso del vivere, dà alla personalità un senso di signorile sufficienza che le metropoli europee non conoscono.
Campobasso nuova ha questo carattere perché è nata di recente con una specifica funzione di centro provinciale. Quando divenne capoluogo, nel 1806 mi pare, in virtù di una leggina promossa da Vincenzo Cuoco, leggina che per la prima volta staccava il Contado di Molise dalla Capitanata, Campobasso era un centro rurale di pochissime migliaia di abitanti e non aveva vicende particolarmente gloriose. Doveva questa sua promozione forse alla sua posizione geografica, forse ad altri motivi che io non conosco. Comunque non aveva, come quasi tutte le altre città italiane, vecchi palazzi signorili, vecchi conventi sufficientemente ampi per alloggiarvi i nuovi uffici.
Non aveva quegli edifici che, nati in genere per vicende sanguinose, guerre intestine, gare di sfarzo tra famiglie o ordini religiosi rivali, sono disposti secondo un ordine che i secoli hanno convalidato con le minori armonie di case, vicoli, passaggi, piazze, atri.
Campobasso s’è costruita la sua fisionomia nell’ultimo secolo: il vecchio villaggio che s’inerpica con i suoi cumuli di case bigie verso il terrigno castello che lo domina è stato escluso dalla vita palese del centro dai grossi palazzi umbertini e novecento della città nuova e che accompagnano la loro dignità ufficiale con bonario decoro.
Della Campobasso antica nessuno parla; non esiste una ragione al mondo per andarvi: quelli che vi abitano e vi lavorano, quando vogliono, scendono nelle larghe vie degli uffici e dei negozi e si mischiano alla piccola folla che vi transita; non credo esista il movimento inverso.
Ma questa moderna semplicità di Campobasso ha un suo chiaro incanto. Le vie larghe che sboccano nella prossima campagna sono vibranti di luce montana di aria profumata di erbe.
Bisogna capitarci in giugno, come è avvenuto a me, con un sole gagliardo ma con un’aria fresca e ventilata, con questi branchetti di ragazze robuste dall’anca snella e le spalle dritte che sciamano dalle scuole e dagli uffici ciarliere, festose e questi gruppi di contadini vestiti di tetri colori, con i baffoni scuri, dignitosi e alteri che si aggirano per le strade, per capire il segreto di Campobasso.
Hanno l’aria, questi contadini, di chi sta a casa propria; quella loro rusticità sembra contrastante con la civile, anonima aria delle strade; ma il contrasto è apparente. La città è nata col loro consenso e con quello dei loro avi, nei loro villaggi c’è stato un lungo discorrere durato un secolo intorno all’opportunità della disposizione di un edificio o della apertura di una piazza.
I loro “galantuomini” riassumevano il parere dei molti, lo vagliavano, lo arricchivano di considerazioni personali e lo portavano nelle riunioni al Gran Caffè o al Circolo Sannitico, dove tutte le ragioni venivano discusse, gl’interessi conciliati, prese le decisioni.
In quei palazzi tra i quali il contadino passeggia, lavoravano l’avvocato, il medico dei suoi paesi che si sono trasferiti ma continuano ad avere gli stessi clienti e vivono in rapporti sempre stretti con i loro conterranei.
Campobasso è venuta su lentamente, alimentandosi di queste linfe campagnole e che oggi sono il suo intrinseco nutrimento.
La città non è stata consacrata capoluogo per antico splendore; si è venuta adeguando via via alla sua funzione; è nata per una sorta di di collaborazione di tutti gli abitanti delle terre che l’hanno vista nascere, che hanno visto anno per anno aumentare le sue case, sorgere i suoi istituti, celebrare i suoi grandi morti, il suo glorioso passato.
Gabriele Pepe, in questo periodo, fu scelto a simbolo della partecipazione molisana alle lotte del risorgimento: partecipazione che non ebbe nulla di rumoroso, che fu opera di poche anime generose e pochi cervelli colti. Gabriele Pepe li rappresenta egregiamente; e il bel monumento del Jerace testimonia l’amore dei molisani per il loro eroe. Semplice eroe, mi piace l’aperta onestà della fronte in questa statua e il gagliardo moto del busto e delle gambe. Quello che mi convince meno è il divertito e tenero sorriso che lo scultore gli ha attribuito e che contrasta con la fama che fa di Gabriele Pepe uno degli uomini più taciturni ed austeri del suo secolo.
Ma questi contadini che passano accanto al monumento non sanno nulla della sua austerità, dei suoi buoni studi danteschi, conoscono soltanto la sua sfida al Lamartine che aveva offeso l’Italia e sanno che nello scontro, generosamente, tra due armi disuguali, il colonnello Pepe scelse la più corta.
Bel gesto atto ad incidersi profondamente nella mente del popolo che conosce per miti e leggende e non per corretto ragionamento.
Vincenzo Cuoco, che aveva appreso questa verità dal suo maestro Giambattista Vico, non si dorrebbe, se fosse vivo, della scarsa popolarità di cui tuttora soffre nei suoi luoghi.
Francesco Jovine, 1941
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